vino primitivo

Il vino primitivo si ricava da un vitigno dalla storia millenaria. Le sue origini si perdono fino ai tempi degli antichi romani, quando questa prelibata varietà arrivò nei territori dell’attuale Italia meridionale.

A portare sul nostro suolo questo fortunato vitigno fu probabilmente l’antico popolo balcanico degli Illiri, in un periodo storico in cui le fiorenti civiltà del Mediterraneo si contaminavano costantemente.

La lunga storia del primitivo si intreccia anche con altre terre e culture, ed è significativo che tutt’oggi esistano, in California e in Croazia, altri due vini che possiedono un DNA in tutto simile al suo.

Vino primitivo, una lunga storia di gusto e tradizione

Il primitivo deve il suo nome ai tempi particolarmente precoci della maturazione dell’uva, che permettono una vendemmia anticipata rispetto agli altri vitigni.

La tradizione individua in un sacerdote pugliese del ‘700 la figura che scoprì questa particolare caratteristica del vitigno e che gli attribuì il nome di “primitivo”.

Conosciuto e apprezzato ormai in tutta Italia e anche all’estero, il vitigno primitivo assume differenti sfumature a seconda del terroir in cui viene coltivato e prodotto.

Nell’Ager Falernus, e in particolare nel territorio di Falciano del Massico e Mondragone, il primitivo cresce su un terreno fertile favorito da un microclima particolarmente mite.

È qui che nasce un’uva dalle tonde bacche di color rubino intenso, destinate a essere raccolte a inizio ottobre, per dare origine a un vino dal carattere unico e deciso, dal gusto avvolgente.

Un vino prelibato, tutto da scoprire

In virtù della sua abbondante produttività, il vitigno primitivo è stato spesso utilizzato, specialmente in passato, come vino da taglio, per correggere e perfezionare le caratteristiche di altri vini.

Anno dopo anno, però, ci si è resi conto di quanto sia pregevole la sua qualità, e si può dire che oggi il primitivo brilla di luce propria sulle tavole di tutta Italia.

Proprio per preservare le sue pregiate caratteristiche organolettiche, Tenute Bianchino ha scelto di privilegiare la qualità rispetto alla quantità, seguendo un metodo di vinificazione che ne esalta gli aspetti più peculiari.

Il processo di vinificazione

Vino PrimitivoIl primitivo Falerno del Massico DOC di Tenute Bianchino è il frutto di un processo di vinificazione che coniuga tradizione e innovazione, per rinnovare la leggenda di un prodotto che già ai tempi dell’antica Roma veniva considerato un’autentica delizia.

Dopo la fase di fermentazione e svinatura, il primitivo DOC matura in botte per 12 mesi, prima di essere imbottigliato per l’affinamento, per un periodo di circa 10 mesi.

Le cantine di Tenuta Bianchino propongono anche una varietà di primitivo maturato in serbatoi di acciaio inox e affinato in bottiglia per circa 3 mesi.

Le caratteristiche organolettiche del Primitivo Falerno

Il primitivo di Tenute Bianchino riflette la passione di questa giovane azienda vitivinicola, la cui missione è quella di valorizzare e fare apprezzare i frutti del territorio in cui nasce il Falerno.

Da qui prende vita una produzione rispettosa delle tradizioni, in grado di soddisfare i palati più esigenti e al tempo stesso coinvolgere e appassionare le nuove generazioni.

Il primitivo Falerno conquista sin dal primo approccio, col suo colore intenso e il profumo amabilmente fruttato, con sentori di bacche rosse e sfumature di legno tostato.

Il suo gusto morbido e caldo . Un’apprezzabile tannicità rende la degustazione ancora più soddisfacente, con una spiccata persistenza del sapore.

Come gustare il primitivo a tavola: gli abbinamenti più indicati

La tradizione del primitivo e il prestigio del Falernum si incontrano nella ricercata offerta di Tenute Bianchino.

Apprezzato e decantato da Plinio e Cicerone, elogiato e ricercato nel corso dei secoli dall’Adriatico al Tirreno, il vino primitivo è oggi l’accompagnamento ideale per primi piatti gustosi come sughi, lasagne e zuppe.

Il suo sapore intenso e sincero viene esaltato su portate di carne alla brace, sull’arrosto o sul brasato, ma anche su salumi e formaggi stagionati.

Le note speziate che derivano dal suo affinamento in bottiglia e il suo prezioso bouquet aromatico ne fanno un grande vino da meditazione, perfetto da abbinare con frutta secca e piccola pasticceria.

Servito a una temperatura di circa 18°, il primitivo Falerno accompagnerà i vostri momenti di relax con un gusto inconfondibile e il suo fascino senza tempo.