Ager Falernus

Un vino pregiato che è arte e poesia, da sempre

Il Falerno del Massico non è un prodotto qualunque. La sua reputazione d’eccellenza affonda le radici in un passato millenario, come dimostrano i contributi di eccelsi poeti e scrittori del calibro di Catullo, Orazio, Plinio e Cicerone.

Grazie a loro il vino di  Falciano del Massico, originario della zona collinare del casertano denominata Campania Felix, è tuttora ricordato come il più celebrato e amato dell’antichità e come quell’esclusivo “nettare degli dei” che dava il meglio di sé se veniva lasciato invecchiare.

Ma il Falerno, ai tempi dei romani, era anche un ambito e riconosciuto status symbol, un vero e proprio lusso riservato a principi e imperatori, che costava fino al quintuplo di un normale concorrente e più del doppio del classico “buon bicchiere”.

E proprio la sua pregevolezza ha fatto sì che si trasformasse nel primo doc ante litteram, come provano le anfore usate per la sua esportazione, già allora garantite da appositi timbri e dotate di etichette , con indicato anno e territorio di origine.

Insomma, questo vino ha alle spalle una storia gloriosa e leggendaria, anche in senso letterale. Si narra infatti che Bacco, tenendolo all’oscuro della propria reale identità, abbia domandato ospitalità al venerando Falerno e, colpito dalla sua generosità, l’abbia premiato facendo attecchire sul Monte Massico quelle viti lussureggianti che, tuttora, ci regalano la celestiale bevanda che porta il suo nome.

Recuperare l’eccellenza del passato attraverso processi lenti, in armonia con la natura

Sono ormai trascorsi secoli dalla sua epoca aurea eppure, ancora oggi, il Falerno delle origini “severus, fortis, ardens” è più vivo che mai. E se conserva l’antico splendore lo deve anche a una realtà come Tenute Bianchino che, coltivando le viti discendenti dalle varietà autoctone dell’Ager Falernus a Falciano del Massico, porta avanti una tradizione di oltre 2500 anni, con l’obiettivo di valorizzare un’indiscussa eccellenza territoriale.

Ma se il punto di partenza è il vitigno pregiato che cresce su terreni fertili di composizione vulcanica e viene cullato dalla brezza marina, il valore aggiunto di Tenute Bianchino risiede nei precisi disciplinari di produzione, capaci di garantire quella qualità che si sente in ogni goccia e che sa regalare indescrivibili sensazioni gusto-olfattive.

Ogni bottiglia che esce dall’azienda di Falciano del Massico , infatti, è frutto di un lungo e attento lavoro, svolto nel rispetto della tradizione e assecondando i ritmi lenti e le scadenze della natura.

È in base alle sue regole che le uve del vino Falerno vengono raccolte nella prima decade di ottobre, avviate a fermentazione con lieviti indigeni, macerate per almeno due settimane e maturate in botti di legno per circa un anno, prima dell’imbottigliatura senza filtrazione.

È merito di questi accurati passaggi se tutti noi, oggi, possiamo degustare e portare in tavola quel nettare rosso rubino dal profumo fruttato e dal gusto corposo e persistente che riesce a conquistarci fin dal primo sorso.

Il vino di Falciano del Massico, prodotto da un team con una marcia in più

C’è soprattutto un motivo che può spingere dei giovani a investire il futuro nel recupero di un vitigno autoctono: l’immenso amore per il proprio territorio e le proprie origini. Ed è questa passione che traspare nel vino Falerno di Tenute Bianchino, la cui eccellenza “parla” di una forte etica  del lavoro, del genuino attaccamento e della profonda conoscenza che i due coniugi alla guida dell’azienda hanno del proprio luogo natio.

tenute bianchino

Non a caso, sia Concetta Bianchino sia il marito Armando La Resta hanno vissuto a stretto contatto con l’agro di Falciano del Massico , respirandone cultura e valori, insieme agli intensi profumi mediterranei: se la prima, al momento della creazione di Tenute Bianchino, era già titolare di un’impresa ortofrutticola locale, il secondo, fin da bambino, nei momenti di pausa dalla scuola aiutava il nonno e imparava la fatica, e la gioia, di far crescere rigogliosi i vigneti.

Ma i due, oltre che dall’esperienza e dal senso di responsabilità verso un territorio che gli ha dato tanto, sono animati da quella capacità di guardare lontano, che Concetta ha potuto affinare attraverso la laurea e le esperienze all’estero.

È questa predisposizione che li ha spinti a reclutare uno dei più rinomati enologi del Belpaese come Angelo Valentino, insieme a un General Manager di alto profilo come Danilo Napolitano.  Perché far crescere l’azienda, per la coppia, è un’assoluta priorità, da perseguire per valorizzare economicamente il territorio e, soprattutto, per far conoscere e portare nel mondo un tesoro come Il Falerno di Massico.

Il calore, la forza e i sapori di un territorio da amare e conservare

Assaporare il Falerno DOP è come partire per un viaggio nel circondario dei comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Cellole e Sessa Aurunca.

Ogni bicchiere racchiude l’incanto delle verdeggianti pianure, l’aria del vicino mare e la forza dei massicci rilievi, cinti di prosperosi vigneti. Ed è proprio per tutelare questo patrimonio inestimabile che i fondatori di Tenute Bianchino praticano fin dal 2010 un’agricoltura sostenibile, attenta ai bisogni dell’ambiente e alla biodiversità.

In particolare, la politica lungimirante ed eco friendly che affianca metodi antichi a tecnologie all’avanguardia allo scopo di minimizzare lo spreco delle risorse e dell’energia  viene adottata nell’intero processo di produzione.  Se nella coltivazione si mettono a dimora le leguminose per migliorare la resa del terreno, si centellinano acqua e antiparassitari e si difendono gli insetti utili e le viti tramite tecniche come la sfogliatura, per il fabbisogno energetico e l’ottimizzazione climatica delle cantine si ricorre a coibentazione e fotovoltaico.

E, sulla stessa scia, il packaging  si riscopre amico del pianeta, grazie alla prevalenza di tappi e capsule vegetali e riciclabili e all’imbottigliamento con vetro leggero, che riduce la formazione di anidride carbonica. Nasce così anche il prezioso Falerno, autentica espressione di un territorio che Tenute Bianchino contribuisce a custodire gelosamente e a far conoscere agli appassionati.

Gli interessati, infatti, hanno la possibilità di intraprendere un tour enologico e di degustare il vino degli dei proprio dove viene prodotto, per vivere un’esperienza multisensoriale e immergersi in quei “pendii ricchi di viti, che producono eccezionale ebbrezza”, tanto cari a Plinio il Vecchio.

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